Riforma dell’ordinamento e nuova governance territoriale
Per ricostruire il futuro della città di Roma, è necessaria un’azione forte e decisa sulla riforma dell’ordinamento e sulla riorganizzazione territoriale. In tale prospettiva, occorre lavorare fin da subito per una duplice logica di intervento. L’una, riguarda la ridefinizione dell’assetto istituzionale di Roma; l’altra, comprende il tema della governance per il rilancio della città metropolitana.
Roma così come strutturata, è oggi ingestibile. Gli anni appena trascorsi a nulla sono serviti. In tema di poteri per Roma, la sindaca Raggi ha persino rifiutato il trasferimento dalla Regione Lazio al Comune di alcuni importanti poteri in ambito trasporti, turismo, cultura, urbanistica. La Raggi ha avuto l’occasione di portare a casa un grande risultato e ha deciso di fare il contrario.
È necessario invertire il senso di marcia, ripartire dalla messa in campo di un sistema strutturale più idoneo a realizzare un reale sviluppo della città e un concreto cambiamento nella qualità della vita dei cittadini, al momento sprofondata agli ultimi posti tra le capitali europee. È necessaria l’assegnazione di risorse ulteriori, in considerazione del ruolo di capitale della Repubblica e di nuove funzioni ad essa attribuite. Occorre cooperare con le istituzioni e in accordo con i cittadini per impostare fin da subito un serio lavoro per un nuovo ordimento di Roma.
Le strade sono tracciate, occorre finalmente intraprenderle. Per il raggiungimento di questo obbiettivo, bisogna agire su due piani distinti. L’uno, a breve termine, riguarda il dare piena attuazione all’art. 114, comma 3, della Costituzione, che riconosce la città di Roma quale ente territoriale autonomo, spostando il centro di attribuzione delle politiche pubbliche locali sulla Città metropolitana e cedendo maggiore autonomia amministrativa ai Municipi. L’altra, a lungo termine, comporta una revisione costituzionale che dia a Roma poteri legislativi in un quadro complessivo di riforma delle regioni.
Una riorganizzazione sistematica dell’ordinamento istituzionale della Capitale offrirebbe ai Municipi ruoli e funzioni chiare, fino ad arrivare ad una vera e propria autonomia: un’amministrazione efficiente di prossimità. I Municipi dovranno avere delle risorse certe e concrete. Dovranno gestire dei servizi fondamentali, come quelli scolastici e della formazione, socio-assistenziali, culturali, sportivi, ecc. Ma anche manutenzione urbana, manutenzione delle aree verdi e prevedere un piano di sviluppo per tutto il settore delle attività produttive.
Un buon modello di decentramento amministrativo porterà benefici in termini di governo ed efficienza anche al Campidoglio, che potrà concentrare la sua azione su funzioni di governo strategiche e di indirizzo della nostra città.
Roma, per le sue potenzialità, rappresenta oggi la principale occasione mancata del Paese. Per la sua storia, per la sua grande bellezza e per alcune importanti caratteristiche socio-economiche, Roma deve tornare ad essere luogo di concentrazione di lavoro, cultura, innovazione e produttività. Una città che attrae investimenti internazionali.
Sono necessari una riforma dell’assetto istituzionale e un ambizioso piano di investimenti per la città.
Roma deve tornare ad essere la Capitale d’Italia nel mondo.
