Sosteneva Alexander Langer: “Sviluppiamo una cultura, una politica, un’attitudine alla convivenza, cioè alla pluralità, al parlarsi, all’ascoltarsi”.
Abbiamo vissuto anni caratterizzati dal racconto di storie raccontate sempre dallo stesso punto di vista, nello stesso modo e con le stesse parole, omettendo sempre gli stessi dettagli, rimuovendo gli stessi elementi di contesto e complessità.
Dobbiamo ritrovare la capacità di decostruire gli slogan e le narrazioni tossiche, dobbiamo combattere la cultura della semplificazione. Per questo è necessario percorrere la strada dell’incontro e dello stare insieme, questa strada si chiama sperimentazione. Non esiste una soluzione pronta, esistono semmai delle pratiche di buona convivenza. Non esistono modelli predefiniti.
Costruire una città multiculturale non è semplice ma è una ricchezza per tutti.
L’ideale cui aspiro è l’uguaglianza di possibilità per tutti, al di là delle differenze di classe sociale e di cultura di provenienza. Ciò che immagino è una comunità che favorisce il dialogo tra culture e generazioni diverse, all’insegna di una democrazia pienamente partecipativa.
Questo è possibile soltanto se ci si educa al confronto in un clima di reciproco apprezzamento, focalizzando l’attenzione sul bisogno che si ha gli uni degli altri.
È necessario insistere sulla dimensione comunitaria locale, a partire dal coinvolgimento delle scuole.
Creare occasioni di incontro e confronto, mediante la realizzazione di esperienze di apprendimento non formale e informale in collegamento con il territorio, che si propongano di incoraggiare lo sviluppo di menti conviviali, dialogiche, autonome, critiche e creative.
È per questo tipo di comunità che bisogna oggi battersi e lavorare. Per amore di Roma.
Foto di copertina:
Melting Faces § Districts § Stories
Autori: Diavù, Lucamaleonte, Nicola Alessandrini
Produzione: Ecomuseo Casilino
